12 OTTOBRE MANIFESTAZIONE

12-ottobreCONTRO I CPR, I DECRETI SALVINI E PER UN CAMBIAMENTO REALE: GIUSTIZIA SOCIALE, GIUSTIZIA CLIMATICA, DIRITTI PER TUTTE E TUTTI

sabato 12 ottobre la Rete Mai Più Lager No ai CPR alle ore 14.00 in Piazza Piola chiama ancora una volta a una manifestazione.

Una chiamata che era stata lanciata a giugno scorso, con una manifestazione nettamente contro il governo in carica allora. Purtroppo in questi giorni abbiamo visto confermati i nostri timori, con la neo ministra Lamorgese che conferma la volontà di aprire un Centro Per i Rimpatri in Via Corelli, dove tristemente abbiamo già visto i CPT prima e i CIE poi.

Anche i recenti accordi di Malta, che continuano a considerare la Libia un interlocutore e un luogo in cui rimandare le persone migranti ci dicono che è ancora necessario scendere in piazza.

In ultimo, crediamo che – come citato nell’appello della Rete – si continui a usare la paura dell’uomo nero (che sia il migrante o il rischio fascisti al governo) per permettere che il saccheggio dei nostri diritti prosegua indisturbato. Lo sanno bene i lavoratori e le lavoratrici che stanno rischiando il posto di lavoro, lo sanno bene tutte le persone che non riescono ad avere una casa, o le persone che non riescono a curarsi per mancanza di risorse.

Rifondazione Comunista perteciperà alla manifestazione ribadendo “Non c’è sicurezza senza giustizia sociale” per chiedere più diritti per tutte e tutti, pretendendo che si cominci a dare risposte concrete invece di nascondersi dietro un finto problema.

 

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CONTRO I CPR, I DECRETI SALVINI

E PER UN CAMBIAMENTO REALE:  GIUSTIZIA SOCIALE, GIUSTIZIA CLIMATICA, DIRITTI PER TUTTE E TUTTI

Abbiamo assistito allo svuotamento del diritto di asilo, all’introduzione di pericolose eccezioni al principio di non colpevolezza, all’introduzione di una cittadinanza italiana di serie B revocabile per certi reati, allo sdoganamento della compressione della libertà di circolazione come sanzione, alla disinvolta sottrazione della libertà personale pure in assenza di un comportamento penalmente rilevante. E per rendere formalmente lecito questo processo di erosione progressiva dei principi democratici e costituzionali, la tecnica adottata è stata lo svuotare di giustizia la legge e il rendere illegale il giusto, introducendo pesanti deterrenti ad ogni forma di dissenso e dissuadendo atti di solidarietà, fino a giungere al punto, con il Decreto Sicurezza Bis, di criminalizzare anche le azioni umanitarie di soccorso in mare, e – ancor più gravemente – di agevolare ulteriormente la repressione della proteste di piazza, in un Paese come il nostro che già annovera clamorosi esempi di atroci abusi anche in tale campo. Si usa la paura dell’uomo nero per permettere che il saccheggio dei nostri diritti prosegua indisturbato.

 Ecco perchè la Rete Mai Più lager – No ai CPR ha scelto di ampliare lo scopo iniziale – impedire la riapertura del CPR in via Corelli e pretendere la chiusura di quelli esistenti – e di occuparsi della promozione della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili di tutte e tutti.

 Per questo lancia un corteo diretto verso quello che, in via Corelli, tornerà ad essere, con il nuove nome di “CPR”, un luogo di tortura, umiliazione e privazione della libertà personale di persone colpevoli solo di non avere un documento come icona di tutto ciò che vogliamo abbattere.

 La demolizione legalizzata delle conquiste di decenni, dalla Carta Costituzionale in poi è sotto gli occhi di tutte e tutti, e non ci basta oggi pensare di aver “arginato” una deriva che somigliava troppo ai regimi liberticidi dai quali proprio quella Carta si era proposta di rendere indenne il Paese.

 I decreti Salvini devono essere abrogati, i CPR devono essere chiusi e non devono aprire mentre i porti e gli aeroporti sì, occorre ridare risorse all’istruzione, alla sanità, al welfare, alla ricerca, alla tutela della sicurezza sul lavoro, alla lotta all’evasione e alla criminalità organizzata, alla salvaguardia del territorio e del clima. Occorre farla finita con la guerra ai poveri, senza distinzione, in questa, di provenienza e nazionalità, occorre non solo presidiare i diritti conquistati da tutte e tutti con guerre e lotte negli ultimi decenni, o quel che di tali diritti ancora rimane, ma rivendicarne di nuovi e con più forza.

Vogliamo un’immediata e radicale inversione di rotta. Ecco perché sentiamo ancora il bisogno di mobilitazione. Ecco perché vi aspettiamo in piazza con noi il 12 ottobre.