Dal convegno : Dal Forum Alternative al Congresso della Sinistra Europea

Dal Forum Alternative al Congresso della Sinistra Europea

di Matteo Prencipe, segretario Federazione PRC di Milano –

Un titolo ambizioso quello del Convegno del PRC Milanese svoltosi lo scorso 15 febbraio a Milano: “Dal Forum Alternative al Congresso della Sinistra Europea”. Un seminario he ha cercato di mettere in relazione le esperienze di movimento e le esigenze della costruzione di un’alternativa di Sinistra in Europa.

dal convegno 1L’emergenza climatica e ambientale, strettamente legata alla riduzione di democrazia e allo strapotere delle multinazionali, è emersa in tutta la prima sessione della giornata dal titolo “Il pianeta va a fuoco, la democrazia anche…”. La presentazione di Elena Mazzoni, responsabile nazionale ambiente del PRC, ha sottolineato quanto siano fallimentari le “Cop” di turno, dove la mancanza di volontà politica procrastina l’inevitabile riconversione ecologica con totale irresponsabilità. Anche aver posto l’attenzione su alcuni casi di cosiddetto “green washing” – il caso ENI in primis – ci hanno dimostrato come la politica sia ben lontana da voler porre delle soluzioni. Il filo verde che ha caratterizzato la mattina è continuato con l’intervento dell’ottimo Francesco Painè, dell’associazione Terra! e della campagna Stop-Ttip, in un momento in cui viene rilanciato il trattato UE-Mercosur, un vero attentato all’integrazione latinoamericana, mentre si firma un trattato tossico con il Vietnam, e mentre Trump rivitalizza un Ttip che si credeva morto. Ogni trattato con al suo interno le clausole “ISDS” che rendono le multinazionali vere detentrici del potere, come aveva predetto Salvador Allende nel suo discorso alle Nazioni Unite nel 1972.

dal convegno 2Luciano della Vecchia, presidente della Ong TAMAT ci ha parlato di Africa, continente dimenticato, ancora oggi colonizzato di fatto, con una popolazione giovanissima e piena di sogni e di speranze, che si scontrano spesso contro l’Europa Fortezza, asserragliata dietro leggi migratorie inumane. La terra di Thomas Sankara, che nel 1984 ha fatto, sempre alle Nazioni Unite, un discorso simile a quello di Allende, e ha fatto anche la stessa fine. E infine, Massimo Bonini, segretario della Camera del Lavoro di Milano ha ricordato – riprendendo il tema della riconversione ecologica – lo stretto vincolo con il mondo del lavoro, sempre più precarizzato (ricordiamo che Milano è la città più ricca di Italia, la più precarizzata e la più inquinata…) e sempre più all’angolo anche di fronte all’avanzata della cosiddetta Gig Economy.

Una mattinata che ha posto sul tavolo la realtà delle sfide che ha di fronte una sinistra degna di tale nome, a livello europeo, e per quanto ci riguarda, a livello italiano.

Gli interventi del pomeriggio hanno cercato di capire come disinnescare la divaricazione tra movimenti – che pur ci sono – e forze politiche. La seconda sessione, aperta da Daniela Padoan, presidentessa di Laudato Sì, che ha evidenziato come sia stato fatto un lavoro circolare, capillare, di analisi e riproposizione da un punto di vista laico dell’enciclica di Papa Francesco, in cui il legame tra capitalismo, emergenza climatica, migrazioni, e guerre è intrinseco. Un lavoro che diventerà un volume, e che viene messo a disposizione, ma che le forze politiche stentano a cogliere. Eleonora Forenza, già europarlamentare del PRC all’interno del gruppo GUE/NGL del Parlamento Europeo, ha ricordato la forza e la potenza del movimento femminista, o meglio transfemminista, di portata internazionale: una sfida che viene lanciata quotidianamente al sistema patriarcale che – ancora una volta – la politica non raccoglie. Giacomo Russo Spena, giovane e talentuoso giornalista che ha analizzato le esperienze europee di sinistra che negli ultimi dieci anni hanno saputo dare una svolta nei rispettivi paesi – Syriza, Podemos, la storia della sindaca di Barcellona Ada Colau: e in Italia? Questo il grande interrogativo posto da chi, per età, non ricorda le grandi mobilitazioni che ci sono state in questo paese. Roberto Musacchio, di Trasnform! Italia, anche lui già europarlamentare, attento a tutto ciò che accade nel continente europeo ha dato continuità all’analisi degli ultimi accadimenti, anche elettorali, in Europa, sapendo che la caratteristica della politica degli ultimi anni è la fluidità, l’assenza di dogmi inamovibili. E l’esperienza spagnola, per esempio, ce lo ha dimostrato sia nel percorso con cui Unidas Podemos è arrivata a partecipare al governo con ministeri chiave, sia nelle prime azioni politiche: salario minimo passato da 600 a 950 euro, primi passi per eliminare il correspettivo dell’italiano Jobs Act.

dal convegno 3Al neoeletto presidente della Sinistra Europea, Heinz Bierbaum, con alle spalle una storia di sindacato nella IG Metal e la responsabilità degli esteri dentro il suo partito, Die Linke, il compito di lanciare la sfida a cui va incontro la Sinistra Europea. L’unità di lotte e di azione, sottolineando il pessimo risultato (in termini generali) delle passate europee, dove si sono presentato di fatto tre formazioni a sinistra: la Sinistra Europea, il Manifesto di Jean Luc Melanchon, e Diem 25 di Varufakis. Di fronte a quella che Heinz ha definito “una forza politica in conflitto con sé stessa” e alla domanda “che fare” mentre la destra – anche quella estrema, la peggiore – cresce, Bierbaum ha lanciato delle suggestioni, a partire dalla necessità di allargare la partecipazione alla Sinistra Europea anche alle forze che oggi non ne fanno ancora parte (e il riferimento a Podemos era abbastanza chiaro) e due punti chiave su cui convergere: la trasformazione ecologica e sociale e la pace legata ovviamente al disarmo. Il tutto con una visione che deve andare oltre i limiti dello sviluppo capitalista, in una prospettiva socialista. La Sinistra Europea cerca di rispondere anche agli interrogativi che sono emersi durante il convegno, e il Forum delle Alternative è uno spazio utile dove si intrecciano rapporti stretti anche con i sindacati europei, pur riconoscendone limiti e difficoltà. Ma ciò che occorre è intensificare il dibattito dentro la Sinistra Europea, trovare ambiti di battaglie comune, renderlo più soggetto politico, più “partito”.

Ha concluso il segretario nazionale del PRC Maurizio Acerbo, evidenziando come sia necessario un salto di qualità della sinistra di alternativa, interrogandosi, e interrogando gli ospiti, sulla necessità di un “terzo spazio”, tra il social-liberismo e la destra capitalista, fondato su contenuti che -come citava Bierbaum – vadano nella direzione di una prospettiva socialista, parola che per fortuna sta tornando in auge in Europa come negli Stati Uniti anche grazie a figure come Sanders.

Un’immersione nel contesto politico-sociale europeo e italiano, che ha messo in evidenza come le esperienze della sinistra di alternativa in Italia si mostrino in uno stato di profonda arretratezza. Mentre le emergenze climatiche, sociali, economiche, politiche sono sotto gli occhi di tutti, la sinistra di alternativa in Italia non pare cogliere gli insegnamenti che giungono dall’Europa. Dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Spagna, dall’Irlanda e in ultimo dai grandi movimenti di protesta in Francia: tutte queste esperienze interrogano le ragioni del ritardo del caso italiano. Ognuna ha raccolto e canalizzato il consenso sociale, trasformandolo anche in forma elettorale, fino al governo.  Il “caso italiano” è fuori dalla dinamica di costruzione del consenso, non solo elettorale, lontano dai movimenti reali, in alcuni casi rilevanti, in altri frammentati e divisi, e stretto tra l’identitarismo autosufficiente e il politicismo subalterno dell’alleantismo a “prescindere” con il Partito Democratico. Per parafrasare uno slogan usato ai tempi dei forti movimenti globali, una terza via non solo è possibile, ma necessaria.

E allora quel salto di qualità a cui ha fatto riferimento il segretario Maurizio Acerbo, nelle sue conclusioni, diventa quanto mai urgente, e può essere il punto di partenza di una discussione vera e proficua, anche a partire dal prossimo congresso del PRC, ma rivolta a tutte le forze sociali e politiche che si riconoscono in questa urgenza, e che sentono la necessità di fare parte di un progetto di più ampio respiro, verso una Sinistra davvero europea.

qui i link alle dirette video:

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