FERMATEVI! LA BUONA SCUOLA E’ UNA SOLA!

scuolaLa Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista, condivide e sostiene l’appello alla mobilitazione del mondo della scuola lanciato da Rete Scuole e dall’Associazione Non uno di Meno di Milano.

Saremo in piazza al fianco degli insegnanti e studenti

AL PRESIDIO CHE SI TERRA’ IN P.ZA DELLA SCALA A MILANO

MERCOLEDI’ 24/6 DALLE ORE 15 ALLE 21
GIOVEDI’ 25/6 DALLE 15 ALLE 21

VENERDI’ 26/6 DALLE 10 ALLE 21  IN Piazza Mercanti angolo verso Duomo 

La Segreteria Provinciale del PRC

 

FERMATEVI 

Nel mezzo di una protesta ormai dilagante, fra lo sciopero degli scrutini e quello della fame, le iniziative di lotta in tutta Italia continuano per chiedere che il Ddl scuola venga ritirato e sostituito da un semplice Decreto Legge che regolarizzi l’assunzione (dovuta) dei docenti precari.

Anche Milano si aggiunge al grido che esce a gran voce dalle scuole, organizzando un PRESIDIO per dire No al maxi emendamento e all’ipotesi del voto di fiducia al Senato che sarebbe una VIOLENZA ISTITUZIONALE CONTRO L’INTERO MONDO DELLA SCUOLA!
Ci rivolgiamo ad ogni persona che abbia a cuore le sorti della scuola pubblica statale, oggi minacciata da una cultura di governo cinica e bara.
Noi, insegnanti, studenti e studentesse, genitori di ragazze e ragazzi che frequentano la scuola pubblica, noi, cittadini e cittadine sappiamo bene quanto sia importante per il nostro futuro e per quello del nostro Paese poter contare sull’esistenza di una scuola che garantisca a tutti la possibilità di formarsi nel migliore dei modi al di là delle singole condizioni sociali ed economiche di partenza.
E lo sapevano bene anche coloro che esattamente così l’hanno concepita e depositata a lettere indelebili sulle pagine della nostra Costituzione. Ebbene, noi tutti pensiamo che la scuola avrebbe bisogno di più attenzione, di risorse adeguate, di essere anche ripensata là dove non riesce più a rispondere pienamente alle sfide del nostro tempo. Siamo i primi a dirlo, i primi a pretenderlo. 
Ma non può essere, per nessuna ragione, che ripensare il nostro sistema scolastico pubblico possa significare minarne le fondamenta stesse, cancellarne i principi su cui è stato edificato per trasformarlo in una sorta di Scuola Azienda dove ognuno “vende” la merce-istruzione che gli pare e al prezzo che gli pare e dove c’è un uomo solo al comando che decide tutto a partire dall’assunzione diretta dei docenti.
È in gioco il principio di uguaglianza e la libertà di insegnamento. È in gioco la salute della nostra democrazia.
Una sola parola rivolta al Governo e ai parlamentari: FERMATEVI!