MAESTOSO SGOMBERATO. CI VUOLE UNA NUOVA POLITICA DEL COMUNE SUGLI SPAZI.

maestosoOggi si è sgomberato il MAESTOSO occupato, domani c’è da aspettarsi toccherà anche ad altre realtà, aprendosi così una sorta di “pellegrinaggio” tra sgomberi e nuove inevitabili occupazioni. Il problema politico degli spazi sociali e l’utilizzo delle aree dismesse dalla speculazione, comunque vada rimane lì intatto. Per questo penso ci voglia un salto di qualità da parte di chi vuole affrontare la domanda politica che si esprime attraverso le occupazioni. In primo luogo penso da parte dell’amministrazione comunale e le forze politiche della maggioranza, poi anche da parte di chi fa dell’occupazione degli spazi una pratica sociale di autogestione.

Per evitare il rischio del “pellegrinaggio” inconcludente, c’è solo una strada: aprire un dialogo politico vero. Da dove partire? L’amministrazione comunale, ha recentemente proposto un nuovo regolamento edilizio per il Comune di Milano ( Comune di Milano – nuovo regolamento edilizio ) dove la novità di rilievo stà nell’utilizzo delle arree private dismesse, edifici abbandonati e in disuso.

Una proposta innovativa che cerca di liberare la città dal degrado alimentato dalla speculazione. Un’innovazione importante, che per noi può aprire anche la strada affinchè si apra un confronto costruttivo sugli spazi sociali. Noi proponiamo di costruire insieme un nuovo “progetto per gli spazi sociali”, con protagonista il Comune di Milano e i rappresentanti delle principali realtà che sviluppano pratiche sociali e culturali autogestite. Obiettivo comune? Liberare la città dal degrado, attraverso il riuso degli spazi abbandonati, dando spazio all’aggregazione giovanile e culturale.

Sono tanti gli spazi  abbandonati o inagibili anche comunali. Noi proponiamo che a partire dalle aree private in disuso (ovviamente anche pubbliche), questi possono essere assegnati in forma più aperta che non i bandi. Una scelta che premi il valore sociale e culturale delle esperienze di autogestione. Il Comune può assumersi l’onere di essere esso stesso “garante” nella relazione con il privato e con i giovani degli spazi autogestiti e può farlo anche in virtù del nuovo regolamento edilizio che si vuole rendere operativo.

Come Rifondazione Comunista, ci faremo portatori di una proposta in Consiglio Comunale e verso la giunta di Giuliano Pisapia. Ci vuole più coraggio da parte di tutti, così da favorire un modello che prenda spunto delle tante esperienze innovative presenti in molte città europee.

Matteo Prencipe

Segretario Provinciale PRC