Milano: nasce il circolo interunivarsitario di Rifondazione Comunista

prcIl nuovo circolo interuniversitario del Partito della Rifondazione Comunista di Milano ha celebrato il suo congresso costitutivo nel pomeriggio di venerdì 20 settembre. Con la nascita di questa nuova organizzazione, il nostro Partito pone le basi per un netto progresso qualitativo del suo intervento nel movimento studentesco, condizione essenziale per riconquistare alla causa del progresso sociale un mondo giovanile sempre più segnato dal senso comune dominante e sempre più colpito, in termini materiali come esistenziali, dalle conseguenze della crisi di sistema che investe il capitalismo a livello planetario.

Un segnale fondamentale innanzitutto perché testimonianza di come i comunisti milanesi tornino a porsi l’obiettivo di organizzarsi e incidere non soltanto territorialmente, ma infine anche in quei fronti di lavoro di massa che, come l’università, sono i luoghi essenziali della socialità e del conflitto.

Negli ultimi vent’anni l’università italiana è andata rafforzando i propri meccanismi di selezione di classe. Dall’autonomia agli atenei alla riforma Gelmini, per giungere agli ultimi interventi del governo Monti, essa ha assunto connotati sempre più elitari, moltiplicando tanto il fenomeno del fuoricorso quanto quello dell’abbandono degli studi. Dall’amministrazione ai servizi, essa è stata investita pienamente dal furore privatistico condotto alle sue estreme conseguenze nel quadro del radicarsi ai vertici della società del modello neoliberista come espressione ultima, ideologica ed economica, del dogma del capitalismo concepito come “fine della storia”.

Il nostro circolo nasce dunque con il compito di contribuire, nella concreta realtà del mondo universitario milanese, a organizzare la risposta teorica e pratica a tutto questo. Esso comincia il suo lavoro in seno a un movimento studentesco piegato dalle sconfitte, disperso e segnato dalle divisioni, da settarismi che è urgente superare se ci si vuole proporre di far vivere nelle nostre facoltà la battaglia per un’educazione pubblica, gratuita e di qualità. Il contributo che noi offriamo agli studenti milanesi è la riproposizione della forma partito come strumento di lotta di decisiva utilità per raggiungere risultati concreti e difendere i nostri interessi e le nostre condizioni di vita e di studio.

In pari tempo, il circolo intende rivolgersi anche alle altre componenti del mondo universitario: il personale amministrativo, da anni vittima della precarizzazione dei rapporti di lavoro, e i ricercatori colpiti dalla politica di tagli dettata dalle logiche privatistiche e poi di austerità che hanno guidato l’azione degli esecutivi succedutisi nel corso della Seconda Repubblica. E ci rivolgiamo anche a quei docenti che non concepiscono la carriera accademica come occasione di potere o fonte di privilegio, ma come servizio agli studenti che sono incaricati di formare e alla società tutta, che nell’università ha uno strumento la cui efficacia risulta decisiva per potere anche solo ipotizzare un avvenire di progresso.

Costruttori di unità e moltiplicatori del conflitto, dunque, da comunisti consapevoli della validità del metodo di analisi e della prassi di lotta derivante dal marxismo e dal leninismo e decisi ad applicare l’uno e l’altra creativamente nelle condizioni presenti. Questo è il significato che attribuiamo alla parola d’ordine della “rifondazione comunista”, che è per noi molto di più del nome del Partito in cui militiamo o di un’astratta suggestione ideologica.

Il congresso costitutivo del nostro circolo ha voluto dedicare la nuova organizzazione alla memoria di Giovanni Ardizzone, studente comunista della Statale assassinato dalla polizia a Milano il 27 ottobre 1962 nel corso di una manifestazione contro l’aggressione imperialista nordamericana a Cuba. Una scelta dettata da due ragioni: da un lato dalla volontà di ricollegare la nostra azione alla lunga e imponente tradizione di lotta degli studenti comunisti milanesi, capaci dalla lotta antifascista fino a tempi recenti di offrire un contributo esemplare alla causa della costruzione di una nuova società; dall’altro, nel quadro della gravissima crisi internazionale intorno al conflitto siriano – una crisi non meno pericolosa di quella del 1962 – , dall’urgenza di confermare il nostro impegno internazionalista per la ricostruzione di un rinnovato movimento antimperialista e contro la guerra a difesa dell’avvenire dell’intera umanità.

Scriveva Alvaro Cunhal, straordinaria figura di dirigente comunista portoghese di cui si commemora quest’anno il centenario della nascita: «L’allegria di vivere e di lottare ci viene dalla profonda convinzione che è giusta, splendida e invincibile la causa per cui lottiamo». Parole che facciamo nostre nel cominciare il duro lavoro che ci attende, orgogliosi e grati di poterci così inserire nel movimento reale che abolisce l’ingiusto stato di cose presente.

Alessio Arena –  Segretario del circolo interuniversitario “Giovanni Ardizzone” del PRC.