SOLIDARIETA’ ALLE VITTIME DI MACERATA: MARCIA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

marcia-antirazzistaSolo il Segretario Nazionale del PRC e candidato delle lista di Potere al Popolo Maurizio Acerbo, ha avuto la dignità politica, morale ed etica, di recarsi a visitare in ospedale le vittime del vile attentato fascista e razzista, che ha colpito inermi cittadini migranti. Nessuna autorità di governo, nessun sindaco, parlamentare, presidente di Camera o Senato, nessun politico di destra, del M5S, del PD e purtroppo di sinistra, si è recato a solidarizzare con le vittime. In nome di quattro scampoli di voti, siamo all’accettazione della barbarie.

C’è bisogno di una riscossa popolare e solidale, per questo il Partito della Rifondazione Comunista di Milano, aderisce e partecipa convintamente alla Marcia milanese antifascista e antirazzista in solidarietà con le vittime di Macerata. 

La Segreteria del PRC- Milano

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Contro la violenza 
Fascista – Razzista – Sessista
Solidarietà alle vittime di Macerata 

Quello che è successo a Macerata è intollerabile.
Pensiamo che una manifestazione, una marcia, sia dovuta e sia il minimo per condannare quello che è accaduto. Non si tratta del gesto di un folle, ma di un atto predeterminato di terrorismo fascista.
Uniamoci per dire che non ci stiamo. Siamo esseri umani e siamo contro ogni tipo di fascismo, razzismo e sessismo.
Restiamo umani!
Il 10 febbraio collettivi, associazioni e singoli organizzeranno una manifestazione a Macerata, vogliamo chiamare ad una risposta corale anche la città di Milano.

Le associazioni interessate possono aderire attraverso un commento sull’evento, chiediamo ai partiti politici che voglio partecipare di non connotare la loro presenza attraverso i propri simboli elettorali.

Di seguito il testo dell’appello di Macerata di cui condividiamo i contenuti:

Inizia per F ma non è follia

Trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa “giustizia” da solo è parte integrante del clima politico, sociale e culturale che stiamo vivendo da anni.
Chi oggi ha sparato per le strade della città ha un profilo politico chiaro: candidato della Lega alle amministrative, tatuaggio che richiama a Terza Posizione in fronte, frequentazioni in vari ambienti di estrema destra, al momento dell’arresto ha fatto il saluto romano con il tricolore legato al collo. Si tratta chiaramente di un’azione di matrice fascista: un fascista ha sparato a persone indifese che passeggiavano.
Un’azione che non è un episodio isolato: da anni militanti di estrema destra nel nostro paese sparano e sono responsabili di gravissimi episodi di violenza contro migranti e non solo.
Quello di oggi è solo l’ultimo, e sicuramente anche il più grave, di una serie di fatti che hanno un’unica origine, che si colloca sulla scia di una serie di atteggiamenti solo apparentemente “innocui”, anche quotidiani, a cui ciascuno di noi è costretto ad assistere a Macerata come altrove.
Stupirsi di quanto accaduto fa parte dello stesso meccanismo di sdoganamento delle ideologie razziste che è in atto nei mezzi di informazione e nel dibattito politico. Se infatti la matrice è chiara anche le ragioni che portano a questi fatti lo sono: nel nostro paese è in atto un meccanismo che alimenta odio razziale a tutti i livelli, la politica ha enormi responsabilità, negarlo, ancora una volta, significa essere complici. E le responsabilità non sono da attribuire solamente a partiti come la Lega, Casa Pound o Forza Nuova che minimizzano o addirittura “rivendicano” e dimostrano solidarietà all’aggressore, ma anche a chi in questi anni ha legittimato queste organizzazioni in nome di una falsa democrazia, dando adito a chi strumentalizza una povera ragazza massacrata per giustificare un fascista che tenta una strage.
Parte dello stesso meccanismo è quello che in queste ore ha portato al completo disinteresse rispetto alle vittime.
Chi lotta tra la vita e la morte, a loro va il nostro primo pensiero, è stato completamente dimenticato e sembra caduto nel dimenticatoio mediatico e del semplicistico dibattito da social.
Ancora una volta le vere vittime sono escluse, private della parola e del racconto. Anche questo, forse soprattutto questo, è sintomo del razzismo dilagante.
Episodi come questi vanno combattuti nel quotidiano, in ogni ambito, non sono sufficienti purtroppo i dati e le statistiche che da soli basterebbero a dimostrare in maniera evidente come quello dell’immigrazione sia un dibattito completamente folle e drogato da un substrato razzista.
La risposta a questi gravissimi fatti deve essere immediata ma non dovrà esaurirsi nella comprensibilissima onda emotiva iniziale, la lotta contro fascismo e razzismo è azione quotidiana, è ricostruzione costante delle condizioni che ne determinano l’inagibilità fisica, politica e culturale nelle nostre città e nelle nostre piazze.

BISOGNA REAGIRE SUBITO CON FORZA E DETERMINAZIONE.
INVITIAMO TUTTI SABATO 10 FEBBRAIO A COSTRUIRE INSIEME UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CAPACE DI DARE VOCE E CORPO COLLETTIVO AD UNA REALE OPPOSIZIONE AD OGNI FASCISMO E RAZZISMO.