Sulle mobilitazione antifasciste delle “Le Sardine”

milano-in-piazzaSulle mobilitazioni antifasciste delle “Le sardine”: un contributo al dibattito di Matteo Prencipe Segretario Provinciale del PRC

SE NON ORA QUANDO? Le piazze si riempiono e sono antifasciste, contro la cultura dell’oppressione, in difesa della Costituzione, contro la destra razzista e fascista. Non è molto? Penso invece che sia moltissimo e pure insperato. La spinta a riempire la piazza, è una spinta al “cambiamento” e si appresta a una grande manifestazione nazionale a Roma. Queste mobilitazioni, finalmente silenziano la destra e rendono evidente, che solo il ritorno “fisico” al protagonismo di ognuno di noi la può battere. Chi non lo capisce, semplicemente non ha mai partecipato alla nascita di un movimento di massa. Pazienza. Questo protagonismo costringe tutti a fare i conti con l’assenza di una reale alternativa politica. Il PD è immerso nell’ideologia liberal democratica ed è incapace di una conversione socialdemocratica. Non riesce e non può fare quello che le socialdemocrazie stanno facendo (pure la SPD tedesca!!) in tutta Europa. Potrebbe come sollecitano pure alcuni esponenti PD, orientarsi a modificare il Job Act, riconvertire il welfare, le politiche per la casa, reperendo risorse facendo pagare alle multinazionali, oppure cancellare i decreti sicurezza di Salvini. Potrebbe, ma non lo fa e non daranno risposta a questo movimento. Il M5S per la seconda volta dopo l’onda delle piazze di destra, subisce ancora incapace di muoversi dal nè di destra e nè di sinistra. Le sinistre di LEU sono semplicemente immobili e impotenti, dopo l’errore fatale di entrare e non di dare un’attivo e critico appoggio esterno al governo. La sinistra “radicale” di opposizione è frammentata, intrisa di massimalismo impotente, incapace di cogliere le novità di massa, annichilita dai troppi anni di sconfitte e dal settarismo. Eppure sorge in queste piazze chiaramente di sinistra e progressiste, una richiesta di “cambiamento”. Sono evidenti le connessioni tra le varie mobilitazioni di questi mesi, come prima le tantissime mobilitazioni antirazziste e antifasciste, delle donne, poi Fridays For Future, poi le Sardine e le tante e piccolissime lotte di resistenza sindacali e sociali. E’ una richiesta di “CAMBIAMENTO” e di una nuova radicalità, che non si esprime in un programma, ma mette i propri corpi a disposizione di un programma di cambiamento. C’è una sorta di “empasse”, un vuoto nel mondo politico progressista o di sinistra, che non coglie le spinte di base, le deprime e le annichilisce. Questo fa vincere la destra fascista! E’ tempo che si riempia questo vuoto a sinistra e che nasca finalmente nel nostro paese, con il contributo di tutte le forze di alternativa, un progetto politico di sinistra europea e del lavoro, che si connetta con il reale e con i corpi fisici delle persone e quanto accade oggi in tutta europa. Proviamoci.